Ciao! Qui Raffaella alla tastiera.
Si può dire che ogni libro sia un viaggio: alcuni tra mondi di fantasia, altri nella storia, alcuni riflessivi, altri comici. Ebbene "La password delle parole" è tutto questo e molto di più. Partendo alla ricerca della storia del cavallo norico finisce con lo scoprire qualcosa che col tempo è stato dimenticato ma non perso, è rimasto latente, sospeso tra i suoni e le lettere delle parole che abitualmente usiamo. Si tratta di un mondo che dipana lettera dopo lettera una visione di ciò che ci circonda, che stupisce ed affascina al tempo stesso. Come ci son finita io in mezzo? Arriveremo anche a quello, non temete.
Quindi, se avete già letto il libro o magari seguite il blog, avrete notato che grazie all'espediente delle digressioni non ci si annoia mai, in un ritmo serrato di riflessioni sulle implicazioni di questo metodo (ricordo di base matematica!) e l'effettivo riscontro del suo funzionamento alla riprova dei fatti. Un fiume di parole che racconta storie attraverso gli occhi degli uomini, storie nel tempo e nello spazio dimenticate forse, ma mai perse, solo da riscoprire.
Così un po' per curiosità, un po' per gioco mi ci son messa pure io a provare ed un termine dietro l'altro s'incastonava alla perfezione con ciò che una determinata parola rappresentava, fosse in italiano, bisiaco (dialetto tipico della zona tra il fiume Isonzo ed il Timavo), gradese (dialetto originario di Grado, in provincia di Gorizia), friulano, inglese o tedesco o in altre lingue. Ogni esperimento inanellava in una serie di centri perfetti, anche quando sulle prime magari non sembrava. In quel caso, approfondendo il comportamento di un animale o facendo qualche ricerca mirata, si scopriva...che la password c'aveva nuovamente visto giusto!
Come nel caso della LEPRE, ma vediamolo nel dettaglio:
LEPRE:
grande essere punta pianta essere, ribaltando otteniamo essere
pianta punta essere grande . Quando Fausto
usa il termine “PUNTA” è un sostitutivo di qualche cosa che è
di forma bastoniforme o crea un'elevazione con una specie bozzo. La
cosa curiosa è che anche il simbolo “P” è formato da una "I"
con la pancia, il che ci dà l’idea fisica di un bastoncino con una
protuberanza
, il che include entrambi i
significati. Sulle prima nulla da
ridire, insomma si tratta di un essere che ha una punta piantata,
ovvero le lunghe orecchie tirate verso l'alto per captare i rumori.
Ma siamo proprio sicuri che per tutti i nomi
simili sia così? A far crollare le mie certezze arriva dal
bisiaco LEVRO: grande essere acqua pianta perimetro,
rovesciamo e troviamo perimetro pianta acqua essere grande.
Letto cosi dà l’impressione che di non
azzeccarci nulla e poi perchè l’acqua? Dà l'idea di un
qualcosa che si pianta, sta ferma sul perimetro, quasi a creare una
similitudine con una pozza d'acqua che facesse
di tutto per rimanere più piatta possibile.
"Ma la lepre corre, salta, scappa, è l'animale veloce
per natura, non può essere paragonato ad una
pozza d’acqua!", penserete. Ebbene, lo pensavo anche
io, così dopo un vivace scambio di idee e vedute con Fausto salta
fuori questa descrizione scientifica: "animale
timido e cauto, dai sensi assai sviluppati. Quando si accorge
d'essere in pericolo, non scappa immediatamente, bensì tende a
congelare i propri movimenti ed a rimanere perfettamente immobile
nell'intento di mimetizzarsi con l'ambiente circostante". Non
scappa, si congela, resta immobile, si pianta letteralmente
dove sta. A questo punto rileggere la traduzione della password,
vedere la scena della lepre che diventa quasi liquida per nascondersi
e mettersi a ridere è stato un attimo.
Di animali dalla descrizione simile in tutte le lingue se ne trovano, ma se dovessi sceglierne uno, permettetemi di presentarvi la TARTARUGA:
– in friulano CAPASE assieme fare punta fare molto essere.
– in gradese CAGIANDOLA assieme fare andare qui avere vicino perimetro molto fare → fare grande perimetro vicino avere, qui andare assieme fare. Immaginate d'avere di fronte qualcuno che a gesti vi descrive l'animale e tutto vi sembrerà più chiaro;
– in tedesco SCHILDKRÖTE (pron: Sciltkrote) senza cosa qui grande superficie assieme pianta perimetro superficie essere → essere superficie perimetro pianta assieme superficie grande qui scivola. Piccola new entri che potete aggiungere ai vostri appunti: il suono SCI - SCHI - SKI → non cosa qui identifica lo scivolare, il non far tenuta. Un animale quindi che a causa della sua andatura sembra quasi scivolare sul terreno.
– in inglese TURTLE (pron: tartl) superficie fare pianta superficie grande
– in francese TORTUE (pron: tortiu) superficie perimetro pianta superficie qui caldo → caldo qui superficie pianta perimetro superficie : ci racconta che sta al sole (si pianta sulla superficie calda) dato che è un animale a sangue freddo.
Fig.2
Come
potete vedere troviamo il riferimento o alla presenza di
perimetro/superficie/bordo riferiti al carapace o al fatto che
si ferma, si pianta o addirittura ad entrambi. Mica male, eh?
Ma si può andare ancora oltre.
Vediamo insieme come:
• a cosa fa riferimento quell'assieme fare in capase e cagiandola? Al movimento che compie la tartaruga nel ritrarre testa e gambe all'interno del carapace;
• il friulano può essere analizzato anche come CAP-AS-E essere fare molte punte assieme se dovessimo soffermarci sulle scaglie cornee presenti sul carapace oppure essere fare molto cappello se dovessimo puntare a descrivere il carapace. Il fatto che la parola CAP stia anche per cappello è una conseguenza di evoluzioni concettuali che le parole hanno. Quando si mette un cappello si aumenta la nostra altezza. Di fatto fa assieme a noi un rialzo, un prolungamento bastoniforme della testa. Va ricordato che i cappelli celtici erano simili a calze da notte, di quelli che si vedono sui folletti e gli gnomi, per capirsi. Non solo: le parole nascono quando le descrizioni calzano anche quando i punti di vista cambiano, ossia stesse lettere creano descrizioni differenti ma calzanti, permettendo una comprensione comunque funzionale.
Fig.3
Altro animale molto scenografico (anche nel senso che la descrizione fa una foto precisa della scena) è il PAVONE punta fare acqua perimetro vuoto essere, in inglese PEACOCK (pron: piikok) punta qui qui assieme perimetro assieme, in tedesco PFAU (pron. Pfao) punta aria fare perimetro. Indipendentemente dalla lingua scelta, chiudendo gli occhi vedrete questo essere unire le piume della coda assieme per creare un perimetro sul quale si staglia la testa (punta), splendente come acqua (specifica quest'ultima che ritroviamo solo nell'italiano).
Si può far un ulteriore passo avanti: P-AV-ON-E ossia essere avere punta sopra, che ci riporta alla testa posta sul lungo collo che forma una punta oppure al caratteristico ciuffo di penne sul capo.
Curiosità sul pavone:
– le piume usate per fare la ruota sono piume copritrici, poste sul groppone, mentre le piume della coda e delle ali sono bruno-marroncine (le vedete spuntare nella foto di profilo);
– originariamente prediligeva le foreste decidue situate lungo i corsi d’acqua: ecco forse che quel richiamo all'acqua potrebbe anche ricollegarsi a questo dettaglio. Non dimentichiamoci che ai tempi di questa protolingua il mondo che ci circondava era molto diverso.
Fig.4
Ma a volte questo meccanismo va oltre le apparenze, oltre a ciò che si vede e ti spiega qualcosa di più, come nel caso della gallina in tedesco. Anche qui lo scambio di vedute è stato fondamentale. Ma andiamo con ordine. In tedesco la gallina è HENNE assieme essere vuoto vuoto essere ed il pulcino è KÜKEN assieme caldo essere assieme essere vuoto. Ora, che il pulcino fosse un esserino caldo, che sta assieme alla gallina, era chiaro. Ma il perchè dell'essere vuoto di entrambi sfuggiva. Così, ricordando quanto accaduto con la lepre, provai a vedere se Wikipedia in tedesco potesse illuminarmi. "Das Weibchen heißt Henne, vom 2. Lebensmonat bis zum Erreichen der vollen Legereife Junghenne, Jungtiere führende Hennen Glucke. Die Jungtiere heißen allgemein Küken." In pratica la femmina si chiama gallina (Henne), dal secondo mese di vita fino al raggiungimento della piena maturità giovane ovaiola (Junghenne), quando viene scelta per la riproduzione diventa chioccia . I piccoli sono generalmente chiamati pulcino (Küken). Ed eccola qua la spiegazione del vuoto: il tutto gira intorno alla capacità riproduttiva dell'animale! Infatti GLUCKE avere molto caldo assieme essere. Pensiamoci: la chioccia è assieme alle uova prima ed ai pulcini poi e li tiene al caldo. E la password ancora una volta ci aveva visto giusto, come dice sempre il sensei.
Fig.5
Con questo per oggi vi saluto e magari una prossima volta si potrebbe far una carrellata in più lingue di colori o fattori atmosferici o chissà...
PS: Ah già, come son finita qui in mezzo a questa baraonda ordinata di suoni e parole? Beh, semplicemente parlando di libri è saltata fuori la mia passione per le avventure, specie fantasy. Così quando mi è stata proposta una fantastica avventura tra le parole, vinta dalla curiosità, non ho potuto che buttarmi a capofitto in una lettura appassionante con ottordicimila colpi di scena.
NB: Per quanto riguarda le lingue straniere, ricordate che la password analizza i suoni prodotti, non le singole lettere. Perciò provate prima ad ascoltarne la pronuncia corretta e poi a "tradurre". Se doveste comunque avere domande sulla trasposizione dei termini qui sopra non esitate a scrivermi.
Raffaella



