GLI ANIMALI PARTE 7
Oggi parliamo di qualche erbivoro e animali con attitudini curiose.
Ricordo a chi approccia questo documento per la prima volta vi aiuta a capire meglio il video su:
Le parole scomposte sono il risultato di una matrice matematica creata nel friulano. Per il resto buon viaggio tra le parole.
Ma veniamo al dunque, oggi iniziamo parlando del
Bisonte, BIS-ON-T
bene qui molto sopra superficie,
questi animali erano diffusi in tutta Europa. Scomparsi nel VIII secolo nelle
Gallie, sono stati oggi miracolosamente recuperati grazie agli esemplari
presenti negli zoo. Si intravede un nesso nella lettera B negli animali che o
hanno cacciato o erano domestico/alimentari. BO bue, BISONT bisonte,
BE pecora, per questa gente erano un bene, l’unico che non mi tornava era
il Barbagianni, detto anche BARBEGIUAN che lo descriverò in seguito.
Quando le parole iniziano a diventare lunghe e con una esse
in mezzo faccio fatica a cosa associare la esse stessa, se alla parola prima o
quella dopo e questo mi provoca non poco lavoro di analisi della logica del significato al quale volevano arrivare i primi locutori di un termine.
Così mi devo fare aiutare da altre parole che compaiono sia
singole che all’interno di altre parole. La bisnonna viene chiamata NONE-BIS,
il bisogno BIS-UGNE, molto bene qui fuoco/caldo avere vuoto essere ↔ essere
vuoto, avere fuoco/caldo bene qui molto. Come a dire: Qui è bene avere il fuoco ma
la legnaia è vuota. Come al solito mancano i gesti ma il risultato è facilmente
deducibile in un normale discorso famigliare. Mentre la nonna ha fatto il bis, doppio giro. Per l'appunto bene qui molto, bene di più.
da BIS-UGNE cerco di farmi aiutare da UGN-UL = unico/singolo , fuoco avere vuoto-volere. In questo caso non si trattava di molta roba ma solo del necessario. Una sorta di si sta spegnendo il fuoco dammi (indicando un pezzo di legno). Pare logico che non gli serve una catasta. Come si può notare la parola uno UN, e UGN sono solo rese diverse dalla parola avere=G. Questo ci differenzia dall'italiano che la G scompare mostrandoci la parola UN-ICO, il concetto è uguale dato che ha sia la lettura "perimetro qui assieme - caldo vuoto" indica che vuole una cosa con se nel perimetro perché manca il caldo e contemporaneamente nasce la parola UN/uno. Ma per questo serve un capitolo dedicato perché svela il come sono nati i numeri. Numeri che hanno una storia recente dato che la gente comune fino ad un migliaio di anni fa contava uno-due- tanti. Fino al tre a modo loro. Se uno pensa ai numeri greci e romani non deve cadere nell'errore del credere che tutta la popolazione fosse cosi dotta. In queste considerazioni io tengo sempre presente che manca tutta la parte della conversazione gestuale e la mimica del viso che a mio avviso era determinante nel rapporto di richiesta del voluto. La parola UGN-UL = unico/singolo in italiano io direi: il fuoco sta calando. Indicherei la legna e direi: UL=volere in friulano, un dammi in italiano. Oggi il concetto che ci sta dietro è estinto e si usa la parola UGNUL per dire dammi “uno solo/unico”.
So che sembra che io stia passando di palo in frasca, ma come
al solito, essendo le parole tutte collegate tra loro, e il mio vincolo è la matrice che uso come pilastro di tutti i termini che scompongo, mi permetto il lusso di creare
lungo il percorso del mio scritto delle sorte di prove del nove, per avvalorare
ciò che dico. Contemporaneamente con questo escamotage approfitto
dell’occasione per svelare in che contesto nascono le parole.
Tornando al bisonte, deduco che il BIS sia parola già di per sé, anche se esistono parole come BI-BI o BI-BIS, che è una coccola fatta ai bambini che si sono fatti male facilmente traducibile e seguita da bacini. Rimane la parte del ONT che già da solo in friulano significa unto, per l’appunto ON-T sopra superficie. Ora andiamo per passi. Cosa c’è che accomuna questi beni, animali che iniziano per B, e il perimetro/superfice. Io credo che la risposta stia a portata d’occhio. Se ci immedesimiamo nel loro tempo le azioni che dovevano fare per tenere tutto in ordine erano quelle di tenere le piante in una condizione di prato e non di selva. Senza barre falcianti, trincia tutto, decespugliatori e tosa erba, come da sempre accade, gli erbivori erano la soluzione. Più grandi erano e più tosavano e quando serviva divenivano/producevano cibo, lana e pelle. Più piccoli e pelosi erano e più diventavano pelle da concia raffinata. Il bisonte fermava il bosco, tutti i germogli degli alberi venivano fatti fuori e le terre libere da alberi che facevano ombra erano la cosa più importate che contadini del nelolitico e dei tempi seguenti potessero ambire. Dunque bene qui molto sopra la superfice BISONT. In italiano la "e" finale certificava solo che era/è un gran bene.
La pecora in friulano si dice PIORE, l’agnello BEBEE.
Se cerco nelle lingue celtiche scopro che in più varianti il tosare si dice PIOR.
P=punta, I=qui, OR=bordo, iniziamo a capire che si parla del pelo sull’animale P, il che lo conferma come PIOR-E, essere pelosa o tosabile.
La parola friulana BEBEE, agnello trae origine probabilmente
dal rumore che fa la pecora “beee” ma anche dal nome che davano alla
pecora stessa in celtico BE, bene essere, mentre all’agnello BEBE-E.
Da qui i due termini uniti. Il nome era generico e lo troviamo come BEBÈ in italiano
o in inglese con BABY (pronun: beby)
Per dire tante pecore dicevano BE-E-S.
Se dico BEESTIAN= bestiame, lo divido BE-ES-TI-AN,
in un friulano moderno diventa già comprensibile come hanno bees,
questo accade senza sforzi di conversione. BE-ES-TI-AN bene
essere-essere molte-superficie qui avere ↔ avere qui superfice molte essere
bene essere. Ci svelano che le pecore fanno la superfice, e conoscendo le
pecore sappiamo che tosano rasano. Gli sarebbe bastato dire molte pecore ma
hanno aggiunto TIAN superfice qui fare vuoto o superfice qui
avere, traducibile nei due significati che potevano avere. Il che denota l’uso multiplo del significato, sia come rasabili che
danno tessuto, sia come rasanti che mantengono il prato.
Non solo, i BES in friulano sono anche i soldi. Oggi
bestiame e avere i soldi si dice nella stessa maniera. BESTIAN e
BEES-TI-AN.
Ci sono dei termini che mi hanno spiazzato ed hanno una spiegazione diametralmente diversa da ciò che crediamo oggi. A ruota si trova il BESTEMÂ e il BLESTEMÂ
“bestemmiare” se lo converto mi viene da sorridere.
BES=pecore, TE=superficie essere,
MAA=me fare fare.
Il più sentito BLESTEMÀ, BLES= fare me essere superfice molte essere bene grandi. Che di fatto i "moccoli tirati giù in ogni tempo sono belli grandi e udibili a grandi distanze.
Dunque, pare che Dio non c’entrasse, ma le pecore devono essere
state una bella rottura da gestire se si sparpagliavano e le imprecazioni dovevano essere gridate e grandi era un dato di fatto. Basta cercare di
immaginare l’apprensione di un pastore quando queste vanno ovunque. Pare chiaro
che se sé la prendevano con qualcuno era di sicuro una divinità e credo che da
qui sia nato il termine.
So che nei libri di etimologia questa cosa delle bestemmie salta
fuori dal greco con tutto un altro suono o dal latino volgare. Ma qui come in
tutte le traduzioni che sto facendo pare che esca pari pari e senza giri pindarici ma legata ad un unica matrice che contestualizza in modo abbastanza preciso il tutto.
Un altro aspetto è dato dalla lana che nei maglioni lascia
dei residui chiamati pilucchi, come accade anche nel cotone, in friulano
togliere i pilucchi e il pilucco si dice SPILUCÀ e PILUC.
In bretone il "pilek" è il cotone grossolano (arrivato poi
dalle Americhe). Il pilucco/PILUC punta qui grande caldo assieme.
Sta parlando evidentemente del materiale che si usa per scaldare, lo SPILUCÀ
aggiunge solo un non fare, e a tutti gli effetti il pilucco tolto non fa
caldo. Ma se noi mettiamo assieme tanti pilucchi, come dice la parola, creando un filo o creando del feltro abbiamo scoperto che chiariscono molto bene il concetto che assieme scaldano.
Oppure un più recente LA-NE andare vuoto essere, o grande avere essere. Come ho
I pastori hanno da sempre movimentato le mandrie lasciandole brucare sia per il cibo, che per le pelli, che per tenere tutto il circondario ordinato. Il pascolo PASCUL punta fare molto assieme vuole ↔ vuole assieme - punta fare molto, era un metodo di sicuro valido per non faticare nella detenzione del bestiame ma il camminare a passo PAS, punta fare molto indica un fare molti passi. Troviamo in bretone "Pask" Pascolo o "Paska" pascolare e in friulano anche il termine PASONÀ, punta fare molto sopra fare. La parola PAS, come avete intuito, identifica nel friulano moderno il passo/camminare. In PASONÀ la À è accentata e il fare sopra ON diventa un infinito e apre le porte alla parola pascolare. PASON, senza la A finale significa passeggiare, ricongiungendosi al pascolare in giro senza un motivo di carattere lavorativo. Ora invertiamo la traduzione: PAS-ON-À andare sopra a passo.
I recinti sono un'invenzione antica, ma lo sforzo per
produrre foraggi era troppo alto per permettersi il lusso di custodire in
recinti stabili gli animali.
I celti risolvevano il problema notturno con i recinti che
chiamavano BREIALOS fatti con tavole dure dette BREHON sbattendoci in faccia il
nostro friulano BREON, bene pianta essere sopra. Tavola, BRE-E
bene pianta essere-essere e il tavolato, BREAR bene pianta
essere unita. Fate attenzione che la parola che io definisco PIANTA è un adattativo. Significa fermasti, piantare, bloccare, immobilizzare, piantato.
Il PICCHIO in friulano PIC punta qui assieme.
Questo animale ha un fratello inanimato il piccone.
In friulano abbiamo tre versioni del piccone PIC,
PIC-ON e SAP-ON.
PIC qui punta assieme.
PIC-ON qui punta assieme sopra
SAP-ON non fare punta sopra (piccone con due orecchie piatte).
Una parte dei testi sono tratti dal libro la Password Delle Parole e molti altri sono tratti della 3500 pagine di appunti che non ho trascritto nel libro per non eccedere nella voluminosità della pubblicazione. NON É UN SCIENZA PERFETTA, MA MOSTRA CHIARAMENTE UN FILO LOGICO COMUNE DATO DALLA MIA MATRICE. SI TRATTA DI MATEMATICA CHE CREA COERENZA ANALITICA.
Se volete usare la matrice in autonomia è presente nel blog copiando questo indirizzo:
https://www.blogger.com/blog/post/edit/2814926905462346140/8272615939925059822
Potete stamparla e giocarci anche con i bambini.











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