La password, tra fantasia e realtà: comunque sia la sua coerenza non viene mai meno. E questo per il semplice motivo che il meccanismo creato dai nostri avi ai tempi dello zero linguistico continua ad operare anche se noi non ce ne accorgiamo, perchè è talmente interiorizzato che lo facciamo automaticamente. Più difficile invece riconoscerlo ed a volte addirittura capirlo, venendo meno il gestuale. Possiamo solo immaginarlo. E immaginando quale occasione migliore per aprire le porte del Regno della Fantasia?
Quindi di che andiamo a parlare oggi? Di miti, leggende, armi leggendarie, animali fantastici, ma non di dove trovarli, quello è un altro libro ;) Anche qui parleremo di magia però, una magia nata dall'esperimento matematico di Fausto, frutto di 13 anni d'impegno, perseveranza e passione.
A chi approccia questo documento per la prima volta suggerisco di guardare il video su:
https://youtu.be/7VnZfpqr72U copiando questo indirizzo.
In breve: le parole che compongono la rosa sono il risultato di una matrice matematica creata nel friulano. Se volete usare la matrice in autonomia la trovate nel blog a questo indirizzo: https://www.blogger.com/blog/post/edit/2814926905462346140/8272615939925059822
Non tutto è facilmente comprensibile, perché le evoluzioni della linguistica sono varie, ma per molte parole risulterà quasi intuitivo e lo potrete fare in autonomia. Se poi "qualquadra non vi cosa", siam sempre qua: scriveteci! Buon viaggio tra le parole!
EXCALIBUR
La più mitica delle armi, che troviamo descritta ne "La Password delle Parole", è sicuramente Excalibur:
"pron. ECSCALIB-UR essere assieme molto, assieme fare grande qui bene, volere ↔ volere bene qui grande fare assieme, assieme molti essere.
Più che al nome di una spada, ci troviamo di fronte ad un simbolo. Si tratta di una frase simbolo di unità e di prosperità ed è incredibile come una frase così articolata torni in modo così eclatante".
Entriamo quindi ora dal nostro armaiolo di fiducia e vediamo che ci propone. Direttamente dalla saga de "La Scacchiera Nera" di Miki Monticelli ecco a voi
BRETAREN bene pianta essere superficie fare pianta essere vuoto → vuoto essere pianta fare superficie essere pianta bene.
Bretaren è la spada del Guerriero Rosso. Forgiata dalla roccia del fulmine essa comanda fuoco e fulmini. Se piantata nel terreno, lasciando scorrere il suo potere, essa crea il vuoto tutto attorno la superficie. Un potere che va usato per il bene. Rileggete la traduzione della password. Che dite, vi torna?
NYAREN vuoto qui fare pianta essere vuoto → vuoto essere pianta fare qui vuoto.
Vuoto essere. E cosa c'è di più vuoto dell'ombra? Esatto, perchè questa è la lama del Ladro Nero, che si muove tra le ombre. Un pugnale creato dalla pietra del tuono, opposto alla luce di Bretaren e dal potere di tagliare attraverso le ombre, senza lasciare scampo. Dal vuoto una volta piantata crea vuoto.
GALADA avere fare grande fare vicino fare → fare vicino fare grande fare avere.
Vi presento la lancia del Lanciere di Terra, custode del potere di plasmare le rocce, la sabbia, il terreno. E cosa significa plasmare se non rimettere assieme per creare, modellare ed ottenere alla fine qualcosa di nuovo?
THENGA e KERU, rispettivamente: superficie essere vuoto avere fare → fare avere vuoto essere superficie & assieme essere pianta caldo → caldo pianta essere assieme.
Questo il nome delle Zanne di Lupo, temibili pugnali la cui combinazione assicurava di vuotare la superficie dai nemici. Come mai un pugnale ha un richiamo al caldo? Intuitivamente perchè veniva piantata nel caldo corpo del nemico.
BALMUNG
Torniamo alle leggende e troviamo la spada con cui Sigfrido sconfisse il Drago, la mitica BALMUNG: bene fare grande me caldo vuoto avere → avere vuoto caldo me grande bene fare. Possiamo leggerlo come "ho vuotato il caldo → ucciso (i morti son freddi) ed ho fatto un gran bene" eliminando il drago. E cosa si nasconde tra le lettere della parola DRAGO? Scopritelo direttamente nel libro, lo trovate qui https://www.amazon.it/PASSWORD-DELLE-PAROLE-esperimento-matematico/dp/B09MF5345P
Una piccola aggiunta riguardo a questo UN caldo vuoto: come detto caldo vuoto è l'assenza di caldo, quindi freddo. Possiamo perciò leggere questa parte come "ho qualcosa di freddo che mi sarà utile per fare del bene" oppure come "fare un gran bene freddando il nemico". In ogni caso la traduzione resta coerente, come potete vedere.
DURLINDANA
Altra arma mitica è la DURLINDANA di Orlando, arma indistruttibile del più valoroso dei paladini di Carlo Magno. Vediamola nel dettaglio:
inglese DURENDAL (darendal): vicino fare pianta essere vuoto vicino fare grande → grande fare vicino vuoto essere pianta fare vicino
francese DURENDAL (diurandal): vicino qui volere fare vuoto vicino fare grande → grande fare vicino vuoto fare volere qui vicino
tedesco DURENDAL (durendal): vicino volere essere vuoto vicino fare grande → grande fare vicino vuoto essere volere vicino
italiano DURLINDANA: vicino volere grande qui vuoto vicino fare vuoto fare → fare vuoto fare vicino vuoto qui grande volere vicino
Pare di vederlo: il prode Orlando mentre fa il vuoto vicino a sè piantando la spada nei nemici che osavano avvicinarsi.
YAMATO
Per concludere in bellezza passiamo al mondo dei videogiochi e nella fattispecie la saga di "Devil May Cry". Toccherà infatti alla katana di Vergil chiudere la carrellata di magnifiche armi del reame della fantasia con la sua YAMATO qui fare me fare superficie perimetro → perimetro superficie fare me fare qui.
Qui faccio un perimetro. Ma che senso ha? Sulle prime me lo son chiesta anch'io, quindi sono andata a vedermi un video per chiarirmi le idee (https://www.youtube.com/watch?v=vBenVNtV-TQ ) e questo perchè i suoni sono sempre da abbinare ad una parte di gestuale! Ebbene quando Vergil attacca, spazza la superficie con un movimento molto ampio, descrivendo un perimetro netto intorno a lui con la punta della sua lama. Ed ecco che la nostra traduzione acquista tutto il suo significato.
E siccome oltre alle armi vi avevo promesso anche creature leggendarie, tuffiamoci nel folklore friulano alla scoperta degli SBILFS! Ma cosa sono? Sono folletti, letteralmente spiritelli dispettosi:
SBILFS non bene qui grande aria molti → molti grande aria qui non bene.
Spiritello → spiro → respiro. Una volta le case erano piene di spifferi che ribaltavano cose e facevano venir malanni. Ecco perchè non bene qui grande aria. E sono anche specializzati in determinate marachelle:
LICJ grande qui cosa qui → qui cosa qui grande. Leggendo il nome intuiamo che qualcosa diventava più grande, ma cosa? Si tratta dei fili e delle corde che finivano annodati da questi birbantelli;
BRAU bene pianta fare caldo → caldo fare pianta bene. Che combinerà questo birbante? Ebbene lui prende i vestiti (caldo fare) e li scuce (pianta bene). Per scucire un capo bisogna tagliare il filo, quindi piantarci qualcosa di affilato per troncarlo bene.
BAG-AN bene fare avere - fare vuoto → vuoto fare - avere fare bene. Questi particolari mattacchioni se infastiditi rovesciavano, svuotavano (fare vuoto) i secchi del latte munto (avere fare → raccogliere);
MACIAROT me fare cosa qui fare pianta perimetro superficie → superficie perimetro piantare qui cosa fare me. Questo particolare folletto vive nei (si pianta) ceppi di faggio;
RIDUSELA riga vicino caldo molto essere grande fare → fare grande essere molto caldo vicino riga. Ridusela è la moglie di Maciarot. Alla fine delle sue malefatte Maciarot si fa delle grosse risate. Vicino alla riga (ovvero la bocca) si faceva un gran caldo (quando la faccia si scalda si diventa tutti rossi): analizzando il nome di questa sbilfetta vien da pensare che anche lei se la ridesse di gusto;
PAMARINDO sempre pronto a bloccare il passaggio ai viandanti allargandosi a dismisura. Vediamo: punta fare me fare riga vuoto vicino perimetro → perimetro vicino vuoto riga fare me punta fare. Anche: punta fare me fare pianta dentro vicino perimetro → perimetro vicino dentro pianta fare me fare punta. Il folletto si mette in piedi (me punta) e si allarga (se prendiamo qualcosa di elastico e lo tiriamo per allargarlo formerà una riga) fino a non lasciare spazio (vuoto) sulla strada (perimetro). La seconda modalità di lettura focalizza sul fatto che si mette (pianta) proprio in mezzo alla stra (è sia in=dentro che vicino) in piedi (punta);
BOBOROSSO bene perimetro bene perimetro pianta perimetro molto molto perimetro → perimetro molto molto perimetro pianta perimetro bene perimetro bene. Quando si mandano i bambini a dormire, a far la NANNA (fare molto vuoto fare vuoto) la casa si svuota. In quel momento sono distesi sul letto (bene perimetro bene perimetro) ed a quel punto il folletto entra in azione. La sua specialità sono, ahimè, gli incubi (molto perimetro) che instilla (pianta) nella mente (perimetro) dei piccoli;
GJAN (andare qui fare vuoto → vuoto fare qui andare): come si diceva prima, quando si va a dormire la zona si svuota. Questo nostro amico adora dormire.
GURIUTS avere volere qui piccoli → piccoli qui volere avere. Piccole creature intente ad appropriarsi di cibo e tesori;
CIANCIUT cosa qui fare vuoto cosa qui caldo superficie → superficie caldo qui cosa vuoto fare qui cosa. Questo spiritello si siede sulle persone addormentate;
GURLUZ avere volere grande caldo cosa → grande cosa caldo volere avere: simpatici ghiottoni che volevano cibo, magari caldo, appena cucinato o sfornato ;)
Per le informazioni e gli spunti sulle armi leggendarie si ringraziano Barbara Artico (l'idea per questo articolo è partita dal tuo post sulle spade), Fausto Del Pin, Miki Monticelli (per il fantastico mondo della Scacchiera) e TheBanbanGames (per il video sulla Yamato).
Per le informazioni sugli Sbilfs si ringraziano Fausto Del Pin, Monstermovie Italia https://monstermovieitalia.com/2019/11/18/bestiario-italia-leggende-friuli-venezia-giulia/ , Friulani.net https://www.friulani.net/sbilfs/ , e Udineitaliani.it https://udine.italiani.it/sbilfs-i-folletti-protagonisti-di-storie-e-ricordi-dei-bambini/ .
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Raffaella Pellis





























