𝐂𝐡𝐢 𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐁𝐞𝐟𝐚𝐧𝐚?
Prima di tutto va detto che questa divinità é presente in tutta Europa con nomi simili. Da quello che ho potuto indagare il mito si é mescolato in funzione delle esigenze locali. La matrice BEF é la chiave, "bene essere vento". La seconda parte del nome dice cosa ogni zona ritiene che il vento debba fare per portar il benessere in zona. Nel nostro caso ANE (andato via o meglio "essere fare vuoto/svuotare"). Questo suffisso, ANE, lo troviamo in parole come TANE, CAPANE, PANTIANE, (tana, capanna, pantegana). ANE "fare vuoto essere" indicava una zona svuotata che nel caso del topo prende il nome dal fare un buco nel PAN, quello che darà le origini al PAN-TAN-O. Il suo nome oggi sarebbe "scava tane".
BEF, "vento essere bene", ANE "essere fare vuoto", se ci pensate andando via il vento scompare il periodo alluvionale da noi. In Irlanda ci sono varie sue versioni di questa dea ma quella che ci lega a noi é Béfind (i letta come ai). Questa divinità era legata alla fertilità e agli inferi(interpretazione cristiana non in linea con ciò che i celti definivano l'altro regno, era un posto gelido, quello rubatoci e descritto da Dante. Da noi UN-FI-AR, "fare pianta qui aria freddo/caldo vuoto". AR é una sorta di piantato, generato e in sosta. Contemporaneamente Béfind era la dea della rinascita. Nel tempo credo che la sacerdotessa preposta a creare il rito del salto sul fuoco, detto SVOL "non volere", (SVOL si usa in una caduta accidentale che solo se é voluta diventa "volare" SVOL-Á/volare), portava il vecchio anno a morire nell'altro regno e sempre credo, abbia contribuito ad aggiungere nuovi elementi a questo rito che mescolava il BEL-TANE o Il BEL-TAINE (solstizio invernale) al BEF-ANE. Due elementi sole/fuoco-vento. Dove il sole riaumentava la durata del giorno e il vento alluvionale calava. Se notate BEL-TANE é la tana di BEL e se BEL era il sole la sua tana era al tramonto e all' alba. Per questo BELTANE era considerato il fuoco di BEL. Incendiava l'orizzonte, più fuoco o focolare di questo non c'era. Questa sacerdotessa /dea che eseguiva questo rito era molto probabilmente la dea Epona. Dea dei cavalli e Dea dei bambini con un cappello a punta che usava come sacco. Quella che oggi conosciamo la calza da notte, da qui il rito della calza. Dunque credo che si siano sovrapposti i tre miti. La storia della scopa l'ho trovata in un libro scritto da un prete nel 700 Don Antonio Monti. Al tempo il sextoy in voga era una scopa in saggina da usare per le ceneri del caminetto. Ceneri che venivano usate dai celti sia come disinfettante e antibatterico intimo che corporeo che per lavare i panni. La scopa era corta, arrivava fino alle anche. Il manico era levigato e quando riposto era dotato di cappuccio in pelle. Spesso la superficie era intrisa di droghe che facevano sballare, dato che l'assorbimento era lento e sapevano come dosare il tutto. Il volo era mentale, andavano fuori di zucca. Le nostre ave erano le proto hippie di Woodstock. Così oggi, i bimbi vedono i PIGNARÛL "grande fuoco fare pianta, vuoto punta qui" una sorta di pulizia di tutte le ramaglie "punta=oggetto bastoni-forme=stecchi" che poi é quello che si fa. Stessa identica traduzione si ha nel P-A-N-E-VI-N "vuoto avere essere, vuoto punta/stecchi fare". Tutti guardano il vecchio che scruta il vento per capire se gli alluvioni e lo scirocco è calato e se BEF se ne andata "ANE". Vien da se che il sole brucia il vento, uno aumenta e l'altro cala. Il caldo brucia la vecchia simbolica che dura da sempre, l'aria é vecchia quanto le stagioni. Cosi ai bambini si insegna l'arte del fuoco grazie ai carboni che serviranno a scaldare casa e dalle calze da notte, i cappelli confusi con le cornucopie, usciranno i doni per loro. Il tutto per insegnagli a festeggiare il ritorno alla vita e la fine del periodo più freddo e umido. Se ti é piaciuto questo testo metti un like e condividi. Se non sei iscritto alla pagina fallo e a chi non sono arrivati i miei auguri ve li rinnovo a modo mio. Vi auguro un futuro di conoscenza che quella é l'unica arma vera contro la superficialità e l'ignoranza.

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