GLI ANIMALI PARTE 4
Oggi parliamo del lupo, della lucciola, e della lucertola.
Prima di iniziare quattro parole rituali per chi approccia questo documento per la prima volta. Per capire meglio guardatevi il video su:
https://youtu.be/7VnZfpqr72U copiando questo indirizzo.
Le parole scomposte sono il risultato di una matrice matematica creata nel friulano. Per il resto buon viaggio tra le parole.
Se volete usare la matrice in autonomia è presente nel blog copiando questo indirizzo:
https://www.blogger.com/blog/post/edit/2814926905462346140/8272615939925059822
Potete stamparla e giocarci anche con i bambini.
Come al solito la lettura delle singole lettere va da sinistra a destra invertendo i primi due termini. La lingua celtica sottostante nel friulano utilizzava una logica differente da quella odierna.
Ma veniamo al dunque, oggi parliamo del lupo, della lucciola, e della lucertola .
In friulano LOOV=lupo, detto grande perimetro perimetro acqua ↔ acqua perimetro-grande perimetro. Un sorta di piscione a raggio diffuso. La presenza di due perimetri credo sia legata al perimetro grande, che è il giro dove segna il territorio, mentre il perimetro in genere sono, piante sassi o posti prescelti dove urinare, o meglio far acqua/liquido. La lettera V che io chiamo acqua in realtà vale per ogni liquido. Ad esempio la parola Vena nasce da più fattori, dati dal lavoro degli animali. NA sta per fare vuoto, come la parola naso, nascondersi ecc. VE sta per liquido essere. Quando ammazzavano un animale si preoccupavano che fosse senza liquido in quei condotti. Il dissanguamento era un rito che ancora oggi si pratica anche se alla gente non piace parlarne e nemmeno ascoltare queste cose. Per l'appunto in friulano VE-NE essere vuoto liquido essere. In ogni caso il dissanguamento serviva sia a portare a morte rapida senza ristagno di sangue nei tessuti e negli organi, condizione indispensabile alla successiva buona conservazione della carne. Sia chiaro, io da vegano sono Intellettualmente distante da queste pratiche anche se fanno parte della mia educazione culturale.
Dopo aver capito il perché il lupo lo chiamassero cosi ho voluto capire quanto era grande il suo territorio e il perché una popolazione umana di 3000 anni fa specificava questo grande perimetro. In Italia, dagli studi realizzati nell'Appennino centrale, le dimensioni dei territori oscillano tra i 120 ed i 200 kmq, mentre dagli studi intrapresi sulle Alpi i territori minimi hanno dimensioni tra i 150 ed i 400 kmq. Cosi capiamo quanto grade fosse quella L. Di sicuro in antichità avevano un occhio allenato per sapere questi dettagli.

Ma la parola lupo in italiano che significato ha? Io mi sono fatto un idea che si lega a tutti i mustelidi. Animali che venivano usati per lo più per la pelliccia e il lupo era vittima latina di questo uso. Di fatto mi riservo di dare opinioni azzardate dato che andrebbe ricostruita la storia che è anche essa di logica latina, dato che il lupo era il lupus o lupa. Una sorta di scalda caPo. Se notate ho messo nella parola capo la P maiuscola di proposito, dato che consideravano il capo una parte superiore al corpo, una parte che come il Piede che é un estensione su di noi, anche qui la P, nasce come cosa bastoniforme. La P era o un rilievo o qualche cosa di allungato come una galleria o un foro. La testa in questo caso é un estensione sopra il busto. LUPO=perimetro punta, caldo grande, una sorta di scalda estremità.
Anche se la mia tesi sembra azzardata di fatto calza in modo un po' troppo evidente e questo è una costante nel mio lavoro. Tra un etimo canonico e ciò che io faccio esiste una grande differenza. Io non cambio mai i significati dei singoli fonemi e seguo la loro evoluzione di significato mettendo in relazione tra di loro tutte le parole e non sol le parole che sembrano solo simili. Una matrice è una matrice.
In greco abbiamo λύκος likos, molto perimetro assieme grande qui, come per i friulani rimane un animale dai grandi perimetri/territori che condivide con l'uomo e questo mostra una logica comune. Uik in albanese, assieme caldo qui, anche in questo caso animale da pelliccia. Inglese wolf , anche qui è un aria grande perimetro acqua, animale piscione. Aria e area nascono dalla stessa logica. Vilks, in lettone, anche qui fa il piscione. Per i turchi Kurt , superfice pianta assieme caldo, animale da pelliccia. In russo волк volk, assieme grande perimetro acqua, il solito piscione. Di base se cerco di ricreare gli etimo in merito risultano legati a quella che Diodoro Siculo descriveva come caratteristica della lingua celtica, che di fatto è una caratteristica di tutte le lingue arcaiche pre scrittura e da qui capiamo il perché le lingue hanno similitudini fonetiche o similitudini di significato.
Diodoro Siculo (Biblioteca Storica, V, 3) scrisse dei celti:
Nella conversazione la
parola dei Galli è breve, enigmatica e
procede per allusioni o sottintesi, spesso iperbolici
quando si tratta di esaltare sé stesso o sminuire gli altri. Hanno un tono
minaccioso, altezzoso, tragico, e, nonostante ciò, lo spirito penetrante e non
privo di attitudine per le scienze.
Le lingue antiche le dovevi capire tu.
Questa caratteristica é udibile anche ai giorni d'oggi. Ad esempio ci sono persone che ti chiedono: IL COSO , SOPRA L'AFFARE, DIETRO ALLA ROBA CHE SERVE A COSARE. Se si osserva una persona che dice una frase così la si capisce, ma messa per iscritto o riportata oralmente non ha nessun senso. Dunque non è facile capire a cosa alludessero dato che ci mancano i contesti nei quali nascevano le parole.
Altro animale, questa volta un insetto speciale. Un animale lampadina. LÙSIGNE, lucciola, luce qui avere vuoto essere.
LÙS grande caldo molto o meglio grande bruciare, ci mostra che il concetto di luce nasce da lì.
Grazie al GNE, avere vuoto essere, ci spiegano che loro vedevano una luce sparire, si
concentravano solo sullo scomparire della luce.
Il termine GNE lo abbiamo anche nel lampeggiare ma
questo può trarre in inganno. Lampeggia =
LAMP-I-GNE. La
parola
LA-MP andare me punta ↔ punta me andare, Oggi indica sia
un fulmine, sia il sinonimo di veloce. Si potrebbe dire fare le cose in un
lampo.
Punta me andare, andrebbe collegato alla pronuncia, o meglio come al tempo scandivano le parole.
Se io vedo un fulmine e dico
P come
punta e poi dico
me andare,
ossia una sorta di: “
fulmine, io vado” abbiamo il significato di
pericolo che vivevano e la cosa li faceva scappare in un lampo. Se dicevano lampa ossia
LAMPE, diveniva
essere
punta andare me, c’è un lampo/fulmine, io vado
. Il LA é un andare in friulano. Nel caso di lampeggiare
LAMPIGNE
il
GNE definisce
l’avere vuoto essere, ossia il non essere
colpiti. Oggi come oggi, in ogni triennio, in Italia muoiono a causa dei
fulmini 60 persone e 900 sono i feriti. Un tempo le campagne erano piene di
gente mentre nella nostra epoca con un trattore si lavorano 3000 campi. Questo
ci fa capire quanto fosse alto il rischio e quanto si sia spopolata la
campagna.
Dalla lucciola alla lucertola, pochi notano che già nell'italiano compare la parola luc/e/cci che è la stessa che si accomuna alla luce e ora capiremo il perché.
LIS-I-ER-TE=lucertola in friulano, tanto qui -qui essere
pianta-superficie essere ↔ essere superfice, pianta essere qui, qui tanto.
La parola LIS è banalmente un lì come in italiano solo che con la esse
finale diventa un molto lì, si potrebbe tradurre anche con uno stare
molto li. La lucertola è l’animale
che sta molto piantato/fermo sulla superficie. I rettili cercano il
riscaldamento solare, ossia le lucertole stanno guarda caso alla luce. Con la esse davanti, LIS diventa SLIS
liscio, non tanto qui molto, un modo per dire senza impurità. Anche qui potete notare che la lingua è estremamente coerente con una matrice di carattere matematico che azzera le logiche etimologiche normali. La tentazione in questo caso è quella di dire che la parola LISCIO non ha la esse davanti invalidando il tutto nel confronto con il friulano. In realtà la esse sta su SCIO. Se scompongo anche la parola liscio ne esce: perimetro qui non cosa qui grande. Come vedete la logica permane.
Un altro termine per definire la lucertola è RIS-ARS-CIE=lucertola, righe fare molto pianta cosa qui essere
(bassa friulana), il perché è evidente nella foto, la lucertola ha le righe, piantate/fissate/disegnate sulla schiena.
Qui si nota un dettaglio importante che ho accennato mentre
parlavo nei post precedenti dell’orso, la popolazione aveva molti termini per descrivere un animale
anche in zone molto vicine tra di loro, perché come ho scritto si trattava di
descrizioni. Questo comporta che in tutta Europa venissero dette frasi
differenti per lo stesso animale che hanno creato convenzioni/parole
differenti. In tutti i casi si trattava sempre di visioni corrette di ciò che
vedevano.
Teniamo sempre presente che essendo lingue indo-europee spesso si assomigliano, ma questo è dovuto non al fatto che una civiltà ha fatto da padrona ma a matrici di partenza che hanno logiche e punti di vista simili, spesso influenzati da culture con le quali si sono avuti scambi, ma fino in tempi recenti quasi sempre convertite nella propria lingua.
Nel prossimo post parleremo ancora di animali e di parole celtiche mutate nelle lingue romanze attuali.
I testi sono tratti dal libro LA PASSORD DELLE PAROLE che trovate su AMAZON e non solo.
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